INFO CONTATTI SALA STAMPA CREDITI LINK NEWS    
PROGRAMMA             .ENG  .FRA  .ESP   
Film  Testo in lingua originale 
.Colson Whitehead
Ecco, adesso ci sediamo al nostro posto. Si pesta qualche piede, si tira in dentro la pancia, ci si fa piatti come lo schermo. Agli amici si rivolgono domande facili come: troppo davanti, e agli sconosciuti domande difficili come: questa giacca è una giacca o una giacca che sta per qualcuno. Un uomo basso più un uomo alto fanno vaudeville quando si tratta di visuale. Le doppie punte di quello davanti vellicheranno i sottotitoli. Se ogni bracciolo è dotato di portabicchiere come sugli aerei, le automobili volanti non devono essere un'invenzione troppo lontana. Ingaggia la tua lotta per la conquista dei braccioli, mettiti comodo, a tuo agio, e goditi i trailer di film più belli di quello per cui hai pagato il biglietto. Nelle sale in cui li davano non c'era più un posto.

Ecco, adesso il film comincia ed è troppo presto per essere delusi. Ad eccezione degli spettatori preparati, che tengono sempre un po' di delusione a portata di mano, non si sa mai. Ancora qualche secondo prezioso per lasciarsi incantare. È il loro primo appuntamento e lei deve ancora scoprire che il suo modo di ridere la irrita. Nella fase in cui fanno conoscenza, incontriamo i personaggi principali. Lui fa sempre la parte del cattivo, ha qualcosa nello sguardo. Tra molti anni si affermerà stabilmente come conduttore di un programma del mattino per bambini, sarà lo zio di tutti. Un caratterista come molti di noi, mai che venga scelto per il ruolo di protagonista. La gente si identifica con gli attori e riconosce volti di film che è ormai impossibile ricordare. Non era lui quello che, lei non faceva la. Ce l'hai sulla punta della lingua. Celebrità di un tempo che oggi risultano perfetti sconosciuti. Si vedono così tanti film nel corso della vita, come si può tenerne il conto. Fate attenzione. Piccoli particolari che adesso a stento notate in seguito diventeranno importanti; all'ultimo minuto, nel momento cruciale, ci salveranno.

Ecco, qui niente è quel che sembra. Una specie di mistero o complicazione ha alzato la posta in gioco. Uno stratagemma da giorno del giudizio o qualcuno che ha detto: Ti amo. È chiaro che la posta è stata alzata. È chiaro che siamo di fronte a dei cattivi che ci costringeranno a dar fondo alle nostre riserve. Se qualcuno ce la può fare sono loro. Guardali, là in alto. Quel sorrisetto compiaciuto, il suo marchio di fabbrica. Il famoso sorriso di lei. Da bambini hanno scoperto che certe espressioni del volto potevano essere sfruttate per ottenere più caramelle, abbracci più lunghi, giocattoli più belli. Così coccolati e spremuti che gli esce l'imbottitura da più punti e gli occhi sono legati a un filo. Chi invidierà le loro case di lusso e gli ammiratori. Nelle interviste ringraziano sempre i più piccoli. I tabloid scrivono che lui ha inclinazioni particolari. Dicono che lei si è fatta ritoccare. "Lampadina gigante" è una rivista molto diffusa tra le falene. Lui ha visto tutti i suoi film eppure non sono più vicini del primo giorno in cui l'ha ammirata. L'esordio che ha deciso la sua carriera. Tutti hanno bisogno di un po' di attenzione ogni tanto. Io rubo la scena. Mastico lo scenario. Sa di pollo.

Ecco, qui fanno sesso. Si sono appena incontrati ma hanno un'intesa pazzesca e poi si capiva dal manifesto. Sanno così poco l'uno dell'altra, è questo che lo rende tanto realistico. La "fidanzata d'America" ingaggia un corpo a corpo con "l'uomo più sexy del mondo" per conquistare il successivo primo piano. Tanta parte dell'esistenza si riduce a chi viene rappresentato meglio. Questa è la scena che ha fatto tanto discutere. Vecchi doppi sensi che non stanno più in piedi. Un'impronta sessuale per i ragazzi nel pieno della pubertà. Conquistati per sempre. Fa' una mossa. Trova un pretesto. Allungo una mano verso il tuo ginocchio o il braccio o un'altra parte di te raggiungibile. Non potersi guardare negli occhi è di grande aiuto. Baciami stupido. Adularmi non ti servirà a niente.

Ecco, adesso c'è la sequenza di montaggio. Il loro amore cresce, strategicamente potato da operatori esperti. Sul pavimento intorno alla moviola la verità giace in spezzoni. Prendete tutti nota: forse il vostro rapporto fiorirà se in un giorno di sole vi concederete di correre mano nella mano in un prato. Dammi una JuJuBee, per piacere. Un MacGuffin formato gigante e una Coca media, grazie. Gli piace quando i personaggi dicono cose che lui non riuscirebbe mai a dire, e ripete il dialogo, come un'eco dalla quarta fila. A lei piace quando i personaggi esprimono emozioni che non ha mai provato, così saprà come comportarsi se e quando verrà il momento. Nel buio critici e allievi prendono appunti. Non sta cercando altro che un grande schermo come surrogato delle sue tendenze antisociali, che c'è di male. Eccolo qua, è lui con la scure. Le unghie grattano il fondo del barattolo di pop-corn. Le mani corrono a coprire gli occhi. Qualcuno nell'ultima fila usa un linguaggio davvero colorito. Gli attori fingono di non sentire. Coro di sst. È così immaturo, tutto questo parlare allo schermo. I bambini che piangono dovrebbero essere portati fuori.

Ecco, adesso io e la mia squadra procediamo al rallentatore verso la macchina da presa. Calmi ed eleganti. Tra qualche minuto correremo più veloci di un meteorite. Quando i tecnici degli effetti speciali avranno finito di lavorare a questa scena nessuno saprà mai che si trattava di un uomo solo in una stanza vuota. Oggi con i computer non si sa più che cosa è vero e che cosa no; una dozzina di comparse è un esercito, un teatro vuoto è uno spettacolo che fa il tutto esaurito. Chi c'è seduto accanto a te, staranno bene insieme. Che botta. Non provateci a casa, ragazzi. Lo stunt-man dice: Cado sempre giù dalle case, non potrei saltare per aria ogni tanto. Da bambino era un imbranato, quindi sembrava la scelta professionale più giusta. Lei indica lo schermo e dice: Quello era al liceo con me. Sublime tristezza del Poliziotto n. 2 mentre spinge il colpevole nell'auto. Non siamo forse tutti, a volte, il Poliziotto n. 2. I probabili sospetti siedono ammanettati sul sedile posteriore e c'è il vetro antiproiettile a proteggerci, nel caso si liberassero. Non smettere di ripeterti che è solo sangue finto.

Ecco, adesso tirano oggetti contro lo schermo. Bicchieri con fondi di bibita tiepidi, caramelle, noccioli di risentimento usciti da enormi secchielli. È ora di farseli riempire gratis. I critici hanno fatto del loro meglio, li hanno avvertiti dei pericoli. Quattro stelle e mezzo, tre stelle, due pollici su o giù. Più complicato è il soggetto, più semplice dev'essere il sistema di valutazione. Fammi uno squillo quando escogiti un sistema di valutazione per esseri umani, ho degli amici che si occupano di questo e sono sempre in cerca di nuovi talenti. Dal trailer non si intuiva niente del genere. Difficile sfuggire alla sensazione familiare che non è per questo che hai pagato. Va' a protestare per le situazioni improbabili, va' a protestare per la mancanza di motivazione, va' a protestare per gli impliciti presupposti della nostra cultura. Ti becchi quello per cui hai pagato. Avresti dovuto aspettare che uscisse in video.

Ecco, adesso il cattivo mette a punto il suo piano diabolico. Stando vicino al mappamondo si risparmia tempo. Ha le battute migliori e non mi dispiacerebbe avere il numero di telefono del suo ortodonzista. Guardate bene la pianta del rifugio segreto, direste che è costato un occhio, invece il cannone laser l'ha preso usato e quelle tende erano in saldo. Il cattivo dice al gobbo: Compri tre paghi due. Ovvio che c'è un gobbo. Ricordate questa scena dagli spot pubblicitari e assaporate l'estasi prima della cacciata dal paradiso. L'ambizione umana è così piccola paragonata all'immensità della caverna sotterranea. Scaldarla in inverno dev'essere un bel casino.

Ecco, adesso c'è il flashback che spiegherà tutto. La storia dietro la storia. Più in fretta di quanto si spiegherà negli anni attraverso le mie parole e le mie azioni, più in fretta di quanto le mie scarne rivelazioni e le mie incomplete confessioni riusciranno a comunicare. Cristo Santo. Sei sceneggiatori nei titoli di coda e non sono riusciti a tirar fuori niente di meglio. Come se questa scena potesse compensare lo sciatto sviluppo del mio personaggio in tutta la prima parte. Questa trama è un pallone che scivola dalle dita del bambino grassottello e vola via. Impossibile seguirlo. Il bisogno diventa impellente. Che cosa ti perderai nel tragitto fino al bar o al bagno. L'indizio importante o l'occhiata significativa che aspetti da tutta la vita. Qualcosa che balugina a tre metri in alto sullo schermo e non si può fraintendere. Guadagni l'uscita seguendo la lucina e lungo il percorso dissemini mille scuse e mille grazie. Quando torna, lei chiede: Che cosa mi sono persa, e lui sussurra: Niente.

Ecco, qui è la parte con le stranezze più improbabili e le spalle al muro. Sopraffatti dal numero e dalle armi, a secco di munizioni, passaporti e rifugi. Sviluppi secondari della trama, se paragonati al fatto che tu non mi ami più. Gli sceneggiatori chiamano questi capricci del destino rovesci di fortuna, ma rovina è una parola più cruda e lavora al minimo sindacale. Tutti quei violoncelli, credo che la colonna sonora stia cercando di dirci qualcosa. Dopo novanta minuti di siparietto comico l'attore che fa da spalla ha finalmente qualcosa di costruttivo da dire. Dice: Ce la puoi fare. Non è molto, ma il tono è convincente. Panoramica zoom dissolvenza e stacco, questo è il gergo della celluloide, il linguaggio che può farci vedere le cose con maggior chiarezza. Qual è il termine per dire all'operatore: Punta la cinepresa dove vuoi ma non sulla mia faccia in questo momento. Dissolvenza al nero per qualche secondo.

Ecco, questa è la mia parte preferita. La parte con la lotta finale fra il bene e il male. Ho ancora tempo per ricaricare le armi prima che riusciate a sorprendermi con un ultimo trucco. Salta fuori che è una zona del paese piena zeppa di scogliere. Fine settimana, vacanza, ultima spiaggia, ogni scusa è buona e li vedi penzolare da una roccia. Anche la verità geologica è ridotta a supporto di un po' di facile suspense. Contro ogni probabilità. Dopo tante settimane questa è la parte che ancora spinge il proiezionista ad alzare gli occhi dal giornale o dal romanzo che sta leggendo. Magari questa volta andrà diversamente. A ogni proiezione spera che vada a finire diversamente, che questa volta voi e io non ci rialzeremo dopo la disfatta, e ogni volta rimane deluso. Tira fuori un'idea, la cavalleria, un boccaporto da cui fuggire, qualcosa a cui aggrapparsi. Cosa dobbiamo fare quando a un segnale arriva il lieto fine che abbiamo imparato a non aspettare, confutando ciò che sappiamo del mondo. Acclamano o applaudono o si trasformano in statue sugli spalti. Sì, giusto. Me l'aspettavo. Non li fanno più come una volta. C'è ancora tempo per asciugarsi gli occhi prima di essere investiti dall'intensa luce dell'atrio. Gli stronzi seduti all'inizio della fila non si muovono, ecco il motivo dell'ingorgo. Ma un attimo, dove andate. Questa è la parte in cui cercate il mio nome nei titoli di coda. Aspettate, dove andate. Sono sicurissimo che nei titoli di coda c'è il mio nome.
Partecipa alla serata del
.1 giugno






Musica di
.Rocco De Rosa


 
Note
Traduzione di Katia Bagnoli, su gentile concessione di Mondadori
.Stampa .Segnala