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   Jean-Marie G. Le Clézio
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Biografia
Jean-Marie Gustave Le Clézio, nato a Nizza nel 1940, è un protagonista assoluto della scena letteraria francese contemporanea. Romanziere, narratore, saggista, Le Clézio si è formato nel periodo del noveau roman francese, pur seguendo un percorso estremamente personale.
A soli 23 anni, pubblica con Gallimard la sua opera prima: Le procès verbal, (Il verbale) con il quale si afferma sulla scena internazionale, vincendo il prestigioso Prix Renaudot (1963).
Autore colto, di grande vitalità, nella cui opera si ritrovano spesso citazioni dalla filosofia presocratica e da Sant'Agostino, Le Clézio è passato dal raccontare l'alienazione dell'uomo nella società contemporanea, alla narrazione di una ritrovata armonia tra l'uomo e il mondo, "l'unione tra l'individuale e il collettivo". Tutta la sua produzione è animata da un immenso amore per la natura, in particolare per il sole e il mare, con toni che lo avvicinano a Camus.
Dal 1964 in poi Le Clézio ha continuato a pubblicare libri di grande successo al ritmo di un titolo l'anno: è del 2003 Révolutions, romanzo rivelatore per il suo carattere profondamente autobiografico. Vi si ritrovano l'infanzia, la vita familiare dell'autore, il suo perenne migrare, la nascita a Nizza, le origini Bretoni, il periodo trascorso alle Mauritius, in Inghilterra e l'approdo al New Mexico.
Per il resto, la sua vasta produzione (trenta tra romanzi, saggi, traduzioni e racconti) permette di riportare solo alcuni titoli.
Fra i suoi primi lavori, ricordiamo: Terra Amata (1967), I giganti (1973) e Deserto (1980).
I titoli più recenti, che ci hanno permesso negli anni novanta di conoscere più da vicino anche in Italia Le Clézio, sono: Onitsha (Rizzoli 1992), Diego e Frida (1997), Le due vite di Laila (1999) e Stella errante (2000), gli ultimi tre pubblicati dalla casa editrice Il Saggiatore.
In Diego e Frida, saggio sul matrimonio tra due compagni di vita, d'arte e di rivoluzione, racconta le esistenze e gli amori tra il muralista militante comunista Diego Ravera e la pittrice surreal-naif Frida Kahlo.
Ne Le due vite di Laila, Le Clézio tratteggia il ritratto di un'eroina forte e indipendente, pronta a lottare per conquistare il proprio destino: il romanzo ha venduto in Francia 200.000 copie.
 
Hanno scritto di lui:

"I sentimenti in Le due vite di Laila, sono sempre sentimenti veri, perché nascono dal racconto nel suo stesso svolgimento, dalla capacità di rendere il lettore partecipe di un pensiero intimo, fisico, privo di orpelli intellettuali".
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