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SCRITTORE
   Niccolò Ammaniti
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Biografia
È nato nel 1966 a Roma. Iscritto alla facoltà di Scienze Biologiche, Ammaniti compila una tesi su Rilascio di Acetilcolinesterasi in neuroblastoma, e leggenda vuole che da qui sia nato il suo primo romanzo, Branchie! (Ediesse, 1994). Uscita inizialmente in pochissime copie per un piccolo editore, questa sua opera prima viene ristampata da Einaudi nel 1997, in una nuova versione col titolo privato del punto esclamativo.
Nel 1995 insieme al padre Massimo Ammaniti - docente di Psicopatologia generale e dell'età evolutiva presso La Sapienza di Roma - pubblica Nel nome del figlio - l'adolescenza raccontata da un figlio e un padre (Mondadori 1995), saggio sui problemi dell'adolescenza.
Nel 1996 esce la raccolta di racconti che lo fa conoscere al grande pubblico: Fango (Mondadori, 1996).
In questi stessi anni scrive di libri, cinema e altro per "Tuttolibri", "Pulp", "La bestia", "Musica!", "Ciak" e "Liberal". Nel 1997 RadioRai trasmette un suo radiodramma, Anche il sole fa schifo.
Nel 1998, Marco Risi, dal racconto lungo che apre Fango, ne trae un film con Monica Bellucci, L'ultimo capodanno.
Sempre per il cinema l'anno successivo esce Branchie, interpretato da Gianluca Grignani per la regia di Francesco Ranieri Martinetti.
Gli ultimi due libri, Ti prendo e ti porto via (Mondadori, 1999) e Io non ho paura (Einaudi 2001), gli conferiscono grande successo.
Io non ho paura ha venduto 450.000 copie ed è stato tradotto in 24 paesi, tra cui la Cina e la Russia. Salvatores, nel 2003 ne ha tratto un film, dall'omonimo titolo, di cui Ammaniti è co-sceneggiatore.
Ammaniti è tradotto in 36 lingue e pubblicato in oltre 40 Paesi.
 
Hanno scritto di lui:

"The new Italian word for talent is Ammaniti"
"The Times"

"Io non ho paura di Ammaniti, è un libro appassionante, che si legge con il desiderio di arrivare all'ultima riga, per vedere come va a finire, come capita con certi fumetti d'avventura"
Marco Belpoliti - "L'Espresso"

(parlando di Io non ho paura) "In questo lavoro di tavolino, non si sente il falegname che assembla pezzi componibili, ecco, si ha l'impressione del pezzo unico, chiodi e colla non si vedono, e così si ha un'insolita sensazione di poggiare direttamente alla corteccia del tronco, cioè di un'intelligenza naturale che respira da sola e ti dà ossigeno".
Aldo Busi
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.21 maggio
.8 giugno
LETTO DA
MUSICA DI
.Ezio Bosso
.Quartetto d'Archi di Torino